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PACKAGING: UNA FILIERA CHE ABILITA IL SISTEMA PRODUTTIVO NAZIONALE

30 Aprile 2026

Il nuovo Libro Bianco sul Made in Italy 2030, presentato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attribuisce alla filiera del packaging un ruolo di primo piano nel sistema industriale nazionale, inserendola ufficialmente tra gli otto comparti abilitanti del Paese.

Un riconoscimento che consolida la funzione centrale del comparto all’interno del tessuto produttivo italiano, come elemento strutturale della competitività del Made in Italy sui mercati internazionali.

 

Una filiera trasversale al servizio dell’industria

I comparti abilitanti rappresentano infrastrutture produttive che sostengono e rendono più competitive le principali filiere industriali italiane. Quella del packaging rientra pienamente in questa definizione, operando in modo trasversale su numerosi settori e influenzandone efficienza, innovazione e capacità evolutiva.

Dall’agroalimentare alla farmaceutica, dalla moda alla logistica, ogni industria dipende da soluzioni di confezionamento che assicurano protezione, conservazione, trasporto e comunicazione del prodotto. In questo contesto, la filiera del packaging si posiziona a valle di tutte le principali industrie.

Nel comparto alimentare questo ruolo diventa ancora più cruciale e abilitante: il packaging garantisce sicurezza igienico-sanitaria, mantiene le proprietà organolettiche del prodotto e ne prolunga la shelf-life, rendendo possibile la distribuzione su larga scala. In questo senso, l’imballaggio si configura come un elemento di connessione essenziale tra produzione, distribuzione e consumo.

 

Da voce di costo a leva strategica

L’ingresso tra i comparti abilitanti segna anche un cambio di prospettiva poiché legittima il peso economico del packaging, che non è più solo un costo operativo, ma una leva industriale capace di incidere su competitività, innovazione e sostenibilità delle filiere produttive.

Questo riconoscimento rafforza inoltre il ruolo del settore all’interno delle dinamiche di sovranità industriale, aprendo nuove opportunità in termini di investimenti e innovazione.

 

Un settore solido e competitivo

Le stime più recenti confermano la solidità della filiera italiana del packaging: oltre 51 miliardi di euro di valore complessivo, più di 17 milioni di tonnellate prodotte, più di 37 miliardi di euro di fatturato complessivo e un export che supera i 12 miliardi.

Dati che testimoniano non solo il peso economico del comparto, ma anche la sua resilienza e capacità di adattamento, anche in contesti economici complessi.

 

Innovazione, sostenibilità e tecnologia come motori evolutivi

Il successo della filiera italiana del packaging si basa su alcuni elementi chiave: evoluzione dei materiali, progettazione orientata al riciclo e alla circular economy, flessibilità produttiva e personalizzazione, digitalizzazione dei processi e riduzione dell’impatto ambientale.

Non si tratta solo di risposte alle richieste del mercato, ma di veri e propri driver strategici per affrontare la competizione globale.

 

Il ruolo delle imprese: il caso Resaplast

Il riconoscimento istituzionale evidenzia anche la responsabilità delle imprese della filiera. Operare nel settore degli imballaggi alimentari significa confrontarsi con standard elevatissimi e con una crescente complessità normativa e di mercato.

Per realtà come Resaplast, specializzata in packaging alimentare in polipropilene, questo si traduce in un impegno costante su più fronti: sicurezza alimentare, conformità normativa, innovazione produttiva e sviluppo di soluzioni su misura.

L’obiettivo è trasformare il packaging in un elemento attivo della filiera, in grado di influenzare performance, sostenibilità e posizionamento del prodotto finale.

 

Una leva per le politiche industriali

Il riconoscimento del settore del packaging come comparto abilitante rappresenta certamente un traguardo, ma anche un punto di partenza. Per generare un impatto concreto, sarà fondamentale tradurre questa visione in politiche industriali e regolatorie coerenti, basate su dati industriali ed evidenze tecniche, investimenti mirati, e il coinvolgimento diretto delle filiere produttive.

 

Per aziende come Resaplast, questo significa continuare a investire in tecnologia, qualità e innovazione industriale, contribuendo allo sviluppo economico e industriale di una filiera che non solo sostiene il Made in Italy, ma ne rappresenta uno dei principali motori evolutivi.

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